Lettera all’anno che sta finendo

Caro (?!?) 2004,

benche’ il mio amico Pigi dica che al peggio non c’e’ mai limite,
credo che difficilmente ci capitera’ un altro anno spiacevole come te:
al solito bagaglio di tribolazioni personali hai pensato bene di
aggiungere una scia di guerra, stragi e poverta’ e per fare in modo che
non ci scordassimo di te tanto presto, hai deciso di finire in bellezza
con un cataclisma di proporzioni immani con cui dovremo fare i conti
per lungo tempo.

Per queste ragioni capirai che e’ con sollievo che aspettiamo che
tu tra poco piu’ di dodici ora te ne vada, certo non sara’ la tua fine
a risolvere i nostri problemi, (lo so che non e’ mica colpa tua, ma con
qualcuno bisogna pur prendersela..) ma nella nostra bizzarra ingenuita’
abbiniamo ad ogni nuovo inizio la rinascita della speranza per un
futuro piu’ sereno, e allora..