Novita’ editoriali

Sono stata fregata da Uma Thurman con tanto di katana in
copertina, altrimenti avrei prestato piu’ attenzione al sottotitolo di Hotdog,
il nuovo mensile di cinema che si proprone come "la rivista che vi fara’ passare
la fame di cinema".
Il giornale affronta il tema con lo stile da fastfood che
il titolo del resto gia’ suggeriva.
L’editoriale e’ ancora piu’ esaustivo,
prendendo spunto dal giovanilistico Che sara’ di noi ora nelle sale, fa
una panoramica del cinema italiano passando in rassegna tutto il muccinismo da
gli ardori liceali fino all’ultimo bacio cornificatore prima di mettere la testa
a posto (letterale) e finire sul lettino del dottor Verdone, descrivendo un
cinema italiano che passa dal speriamo che io me la cavo scolastico allo
speriamo che io me la chiavo di Malena (sic). A parte i giochi di parola
di dubbio gusto di cui il giornale e’ pieno, si inquadra una linea editoriale
che non si discosta dal mainstream: ho l’impressione che qui non troveranno mai
posto un Crialese o altri autori che non facciano scandalo o cassetta.
Tra le
buone ragioni per scrostarsi dal divano (continuano le citazioni letterali)
troviamo Big Fish. la recensione non sarebbe malaccio se non fosse per un
riquadro detto "l’angolo delle scienze esatte" dove si spiega "come realizzare
una pellicola di Tim Burton che abbia, ehm.., un cuore" (sic) e la ricetta e’
Edward Mani di forbice + Fratello dove sei + Forrest Gump,
ora io il film dei Cohen me lo sono perso, ma in Big Fish "le fantastiche
idiozie" di Forrest Gump mi sono proprio sfuggite!
Il pezzo forte
della rivista dovrebbe essere una intervista a Quentin Tarantino, dove
bastardamente (!) gli si chiede se la mossa di dividere Kill Bill in due
parti abbia fini economici a parte questo il senso del pezzo non l’ho capito e
ormai l’hotdog , come nella miglior tradizione americana, giace, appena
sbocconcellato, nella spazzatura, rigororasemte reparto carta da riciclare.