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22 novembre 2006

Commenti

Ecco, come citavi, un'altra dele cose che m'era garbata particolarmente del film: la sorte di Iggy.
Però che posso dire, come ho già scritto altrove, sì sono d'accordo che quello sia il tema del film... ma non mi piace molto come ne è venuto fuori. Non riesco a liberarmi di questo spettro della retorica dell'antiretorica...

Bellissimo questo film, non ai livelli dei precedenti però. Ma la cosa che comunque stupisce è che in mezzo a tanti orpelli, ad una freddezza disarmante, il racconto umano abbia la prevalenza su tutto appena iniziano a scorrere i titoli di coda

molto bello quello che hai scritto anche se non sono per nulla d'accordo con te! ^_^
Non mi ha convinto, forse perchè non mi convince lui. Penso che alla base del suo cinema ci sia un grosso equivoco e che - per citarmi e citare noodles - sia proprio la retorica dell'antiretorica a segnare la cifra del film.
Eastwood rimane prigioniero delle cose che vorrebbe combattere, nel momento in cui critica la bandiera finisce per avvalorarne la potenza iconica.
Il film direi che esprime - non poteva essere diversamente - quel conservatorismo come filosofia politica della diffidenza verso l'Autorità.
A Eastwood non interessa tanto denunciare la guerra come orribile (quando mai è stata bella? per nessuno lo è, nemmeno per un Bush),quanto la sua diffidenza per il Potere, l'Autorità.
Lungi dall'allontanarsi da John Ford, Clint ci finisce per filmare la leggenda, per raccontarci il mito, per questo suona ambiguo e financo ricattatorio l'elenco fotografico a fine film. Di questa ambiguità soffre la sceneggiatura, in alcuni casi con dialoghi ai limiti della credibilità. E alla fine sono le scene belliche ad essere le più spettacolari, confermando che la guerra è un gran bel soggetto.
Siamo molto lontani da Full Metal Jacket, laddove il sottotesto del film non era "quanto è brutta la guerra" ma il dualismo dell'animo umano, il bene e il male che convivono e l'annullamento del bene dell'uomo per farne una figurina da cartone animato (La marcia di Topolino nel finale è agghiacciante). Un saluto.

che non siamo ai livello degli ultimi due (capo)lavori e' indiscusso.

per quanto riguarda quel che sostieni tu, hstruman non credo che il perno del film sia la guerra in se' stessa, intesa come battaglie e scontri (quello che raccontava "salvate il soldato ryan" a cui questo film spesso e' accomunato, anche giustamente) e' quel che c'e' dietro la macchina organizzativa che non e' solo propria della guerra ma ormai di qualsiasi evento che viene macinato e trasformato in qualcosa che possa incanalre il sentire manipolato delle persone, secondo me Eastwood con questa storai vuole raccontare la america di questi anni, anche aldila' della guerra in Iraq, non e' solo un parallelo tra due guerre, quello che vuole fare. Ovviamente questo e' sempre solo il mio parere, poi se Clint non ti piace in generale (neppure Million dollar Baby o Un mondo perfetto?) non c'e' nulla da fare :-)
In ogni caso una domanda, che c'e' di sbagliato a diffidare del potere e dell'autorita'? non sarebbe peggio il contrario, la fiducia cieca nel potere ?

E' piaciuto molto anche a me e non aspetto l' ora di vedere l' altro :-)

è giusto quello che dici.
Però, a mio parere, proprio questo racconto della macchina organizzativa, del valore iconico della bandiera come catalizzatore di folle e di fondi e della forza della immagine (la foto vincente è quella falsa, naturalmente), segnano la vittoria della necessità del racconto di una leggenda (e non della semplice esposizione realtà, assai meno interessante).
Lungi dall'avere "raccontato una storia vera", il cinema ancora una volta rimane giustamente prigioniero della sua rappresentazione.
Vedremo credo la riprova nelle Lettere da Iwo Jima (film? documentario?) girato per il mercato home video e in giapponese sottotitolato.
Si vedrà allora se la commozione per chi stava dall'altra parte salirà come è salita per gli americani, o se nel primo caso la forza del cinema e quindi della sua grandiosa falsità, ha prevalso, mentre nel secondo abbiamo assistito ad un documentario forse un po' noioso.
Sulla diffidenza verso il potere non esprimevo una opinione di favore o contraria, mi limitavo ad enunciare quello che per me pensa lui. Solo per dire, incidentalmente, che Clint è un vecchio repubblicano, nonostante quello che si pensa in Italia di lui. A presto.

hstruman, che Clint e' un vecchio repubblicano lo so, ma magari tutta la destra fosse cosi'!!! ;-)

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