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18 luglio 2004

Commenti

se non sbaglio il fotogramma e' tratto proprio dalla censa della cucina spider e si intravede il bambino in questione..


Ciao Renzo, mi spiace non ruscire piu' a passare, salla' un po' di mollezza estive: oggi per esempio ho postato e poi il blog si voleva caricare tutto, dal primo post, ma li' centra spider e i suoi tentativi di rapimento alieni, credo..


Gattone, che piacere rivederla da queste parti :-)
sempre colto e raffainato e si, in effetti abbiamo avuto proprio un' infanzia fortunata..
scritto da ava alle ore 01:51:19


Mawww.... purtroppo me lo sono perso... l'ultima volta lo vidi verso il 1977 (avevo 10 anni)... !!
SOB!!!
Due riflessioni:

1)Leggendo il tuo ocmmento sulla sorprendente attualita' del film per cio' che concerne il mondo pubblicitario, ho pensato immediatamente al fatto che il fondamentale e geniale saggio "the hidden persaders" di vance packard venne scritto proprio nel 1957 (Einaudi lo pubblico' da noi l'anno seguente).

2)Sono felice di essere cresciuto in una tivvu' (quella di bernabei e della breve stagione della riforma) che mi ha fatto conoscere grandissimi come Chaplin, Dario Fo, Bogart, Baseggio, Buster Keaton, Fritz Lang, Andrea Barbato, Luchino Visconti, Gino Cervi, Tino Buazzelli, Jean Gabin, Jacques Tati, Paolo Stoppa...


scritto da Gattalberto alle ore 11:03:00


Prima di tutto saluti nostalgici per i tempi in cui mi rivolgevi la parola. Cosa è successo non so. Non so proprio e mi dispiaccio del tuo silenzio dalle mie parti, ma forse è solo la calura estiva che rallenta tutti.

Sul tema specifico, parlare della caccia alle streghe e del maccartismo significa parlare di una delle più straordinarie operazioni di epurazione e pulizia, se non etnica, quanto meno di pensiero-altro, avvenute nelle società occidentali nel secolo scorso.
Secondo me è stata un'operazione non meno grave della shoà e non lo dico esageratemente. Penso che gli effetti di quell'epurazione, della creazione del mono-blocco di pensiero siano davantiagli occhi di tutti, nell'America che non ha alternative a se stessa e che ha se stessa come alternativa.
Per questo gli americani non sanno la geografia, non sanno l'altrui storia e pensano che tutto esista in quanto funzione del loro individualistico appagamento. Decidono cosa mostrarti e cosa non mostrarti, cosa farti vedere e cosa no, di quali ricordi e di quali sapori riempirti e quali nasconderti del tutto. E magari ne creano uno standard che diventa sponsor ufficiale delle tue sedute al cesso e delle dita nel naso.

Penso che l'America giochi a pallovolo col mondo esattamente come lo stesso Chaplin ne "il grande dittatore", dove addirittura la sequenza assume unnon so che di tragicamente romantico, come la decadenza, come la goccia di tintura nera che cola sulle tempie del moribondo negli ultimi fotogrammi di Morte a Venezia.

C'è un mondo che corre ad asciugare il rigagnolo di tintura ed uno che risplende nei riflessi dell'acqua, giovane e con una voglia di vivere immensa.
La nostra società dovrebbe essere la seconda cosa ed è invece la prima. Mi permetto di segnalare a te o a chi fosse interessato anche i temi della chiacchierata che ho avuto con Pietro Folena qualche giorno fa e che secondo me riprendono i temi dei verbi da declinare al futuro per superare, o rielaborare gli scnari mondiali.
Per non essere necessariamente vassalli ma senza dover nemmeno pensare alla fuga in Svizzera.
Che cazzo si fa in Svizzera la sera. A Lugano o a Berna...
Sul da fare a Roma qualche idea mi viene!
;-)

Ava mi farebbe piacere rivederti dalle mie parti.
ti saluto
scritto da Renzo alle ore 14:22:03


..mi auguro di non sbagliarmi ma questo film lo ricordo perchè ha una delle scene piu' esilaranti della storia del cinema...:D...quella dove il ragazzino offre a Chaplin dei pastiicini fatti con le sue innocenti manine reduci dalle pulizie delle cavità nasali...tutta la comicità si gioca sui sottintesi e sulle espressioni facciali del re...:D!!...
scritto da spiderfrommars alle ore 22:40:17

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