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15 gennaio 2004

Commenti


Un film diverso a quello che siamo abituati a vedere di solito, ma che lascia spazi al pensare proprio perché non dice. A me è piaciuto, e sinceramente della stereotipizzazione del Giappone non me ne può fregare di meno se è usata come metafora e non per farci un documentario...
scritto da Nightwhisper alle ore 23:41:07


Anzitutto scusa per il commento logorroico e fuori tempo a Lost in translation, l'ho visto solo ieri.

Ci ho trovato interessanti suggestioni visive. La metropoli come un formicaio, brulicante di masse in perenne movimento, minuscole in confronto alla coreografia gigantesca e coloratissima dei grattacieli, che paiono anch'essi mutevoli e vivi per via delle immagini pubblicitarie sgargianti come videoclip... e poi gli appartamenti ad acquario, che lasciano trasparire la vita che hanno dentro...

Il film mi è parso velocissimo e roboante nella successione di luci, rumori, e susseguirsi di umori contrastanti e slegati. E poi lentissimo nel caratterizzare i personaggi, che paiono quasi paralizzati.
Ugualmente stranianti i cambiamenti di scena: dall'ovattata artificiosa capsula di lusso alberghiero, allo stordimento dei night, al karaoke, alla sala videogiochi, al silenzio del tempio...

A suscitare ilarità non tanto gli stereotipi, quanto l'inadeguatezza dei personaggi alle situazioni in cui si trovano e che osservano dall'esterno come fantasmi.

Mi ha molto colpito Scarlett Johansson: un che di lolita adulta per forza di cose, anestetizzata, ma ancora autenticamente acerba. Chissà che ne sarà nel ruolo di "ragazza dall'orecchino di perla"...

Per fortuna non l'ha buttata sulla storia d'amore che sfida la diversità anagrafica, sarebbe stato un disgustoso zuppone!!!!!! Ma anche così direi che non è un film indimenticabile.
scritto da pikolo alle ore 17:17:55


guarda lester, probabilmente sara' un mio limite, ma e' proprio la storia d'amore che non mi ha preso: se la vicenda dei protagonisti fosse stata affascinante, potevano anche ambientarla in un luogo fantomatico e massimamente irreale che mi sarebbe andata bene lo stesso.
scritto da ava alle ore 19:18:27


Io sono sempre di cattivo umore! Quindi tutto mi è massime inviso e odioso! Specialmente sofia coppola!
scritto da JPS alle ore 10:48:56


E'la critica più comune, provo a difenderlo. Quella non vuole essere una descrizione realistica del Giappone, ma una metafora del loro isolamento e della solitudine. Siete mai andati ad una festa quando eravate di cattivo umore? Tutto ciò che normalmente sarebbe allegro e simpatico vi sembra ridicolo e superficiale.
scritto da lester alle ore 13:47:11


Ciao ragazzi.

Siamo qui per comunicarvi che il 25 dicembre pickpocket.it ha aperto i battenti. Tra i collaboratori del sito troviamo Francesco Ruggeri, Umberto Martino (sì, alcuni sono di Sentieri Selvaggi), Emiliano Ruffisco, Roberto Lasagna (patron della casa editrice Falsopiano) , ecc. A curare "il gossip" invece Daniele Gabrieli (autore Mediaset), mentre per la rubrica musicale ("exit music") Bernardo Cioci, giornalista e critico musicale per "La Nazione" di Firenze e conduttore della trasmissione radiofonica "Controradio". Ideatore e responsabile Simone Ciaruffoli

Grazie per l'ospitalità e buona lettura...

La redazione di pickpocket
scritto da pp alle ore 17:33:10


Ciao Ava! D'accordissimo con la ua recensione! Anche se il primo film della Coppola mi era piaciuto molto, questo l'ho trovato un'accozzaglia di luoghi comuni e troppo "furbo"...
scritto da Emanuela alle ore 14:10:11


a proposito degli stereotipi... se gli americani facessero un film sugli italiani che mangiano maccheroni, cantando Osolemio al mandolino? sarebbe questa una vera immagini dell'Italia?
Circa il Giardino delle Vergini suicide, concordo... ma chissà se tali attrici avrebbero lavorato in un'opera di un regista giovincello ed esordiente se non avesse cotanto cognome... anyway continuo a preferire il padre alla figlia, come Orazio ad Artemisia Gentileschi...
scritto da JPS alle ore 11:12:15


Sono d'accordo sostanzialmente con la recensione di Ava, anche se il film ha i suoi lati buoni (be', ne ho scritto a suo tempo ed ero l'unico "contro"); non sono d'accordo invece con l'invettiva contro Sofia COppola di JPS, visto che il Giardino delle vergini suicide è un ottimo film, di certo superiore a tutta produzione del padre degli ultimi dieci anni messa insieme, e che anche in questo film un po' mancato la ragazza mostra ottime doti compositive e registiche.
Sugli stereotipi: che vuol dire "e se il giappone fosse davvero così"? Gli stereotipi sono ovviamente basati su realtà esistenti, e magari preponderanti; siccome però ci sono stati sbattuti in faccia migliaia di volte, da un buon film mi aspetto che si vada, comunque, oltre. Una minestra riscaldata difficilmente è una buona minestra. O vogliamo sostenere che non solo gli stereotipi sono realtà, ma che non c'è NIENTE oltre ad essi? Da un regista mia spetto uno sguardo diverso da quello di un turista distratto e pronto a stupirsi per quattro stronzate un po' esotiche.
scritto da Gokach alle ore 15:47:26


Be'se non altro ho capito che abbiamo gusti molto differenti...
:))))))))))))))))))

scritto da fringe alle ore 12:18:41


sottoscrivo in pieno il parere del capitano, e in piu' aggiungo una mia esperienza personale: la citta' piu' lontana mentalmente da me e' Las Vegas che cmq adoro, se dovessi spiegarvela o farvela veder in un film non vi porterei sulla strip o davanti ai grandi resort, ma la mia Vegas sarebbe data da certi angolini fuori mano che ho scoperto : nessun luogo puo' essere mai solo uno stereotipo da cartolina.
scritto da ava alle ore 11:22:23


esimio anonimo,
non le rispondo da yamatofilo qual sono... qui non si parla di stereotipo giapponese anche se magari la lettura de "L'impero dei segni" di Barthes alla sig.rna Coppola avrebbe giovato... nonché magari altre letture e approfondimenti... qui lo stereotipo è della superficialità di certa cultura pseudointellighenzia americana nei confronti di culture "altre" e diverse dalla loro... a prescindere. E poi basta con scene di "Ladri di biclette" o de "La dolce vita" citate nei film... è da Woody Allen che continuano 'ste citazioni-menate tanto per dare un tono colto ai loro film! Insopportabili!A parte questo io il giappone lo conosco un pochino sia come arte che come storia e letteratura e per fortuna non è la brutta copia (o almeno non solo) di Manhattan!
scritto da JPS alle ore 09:42:46


Parlate di Giappone stereotipato, ma ci siete stati? Siete in grado di confutare la rappresentazione "stereotipata" basandovi sulla vostra esperienza?
E se il Giappone fosse veramente così?
scritto da alle ore 09:13:55


eh si capitano: il film e' banalmente prodotto dalla Zoetrope..
scritto da ava alle ore 19:24:05


come già sai, miss Ava, concordavo con te ancor prima della recensione che fui anche io a Sconsigliarti di vedere questo saggio finale di srtudentesse all'Ucla di cinema... stereotipi èer stereotipi vogliamo sottilineare quello più eclatante del film? Ovvero la figlia viziata e pseudo intellettuale di un geniale regista che ritenendosi (chissàcome) intelligente e creativa riesce a realizzare un film... perché brava non certo perché figlia di cotanto padre...
del resto il mondo dello showbusiness è pieno di figli geniali... da Rosita Celentano al rampollo di Aldo Biscardi...
amaramente suo...
scritto da JPS alle ore 18:42:35


come già sai, miss Ava, concordavo con te ancor prima della recensione che fui anche io a Sconsigliarti di vedere questo saggio finale di srtudentesse all'Ucla di cinema... stereotipi èer stereotipi vogliamo sottilineare quello più eclatante del film? Ovvero la figlia viziata e pseudo intellettuale di un geniale regista che ritenendosi (chissàcome) intelligente e creativa riesce a realizzare un film... perché brava non certo perché figlia di cotanto padre...
del resto il mondo dello showbusiness è pieno di figli geniali... da Rosita Celentano al rampollo di Aldo Biscardi...
amaramente suo...
scritto da JPS alle ore 18:42:23


ciciput, non darmi ste responsabilita': tra due anni magari lo vedrai su canale 5 e te ne innamori e io rischio di trovarti sotto casa col manganello.. :-(((
scritto da ava alle ore 16:46:18


Grazie alle critiche di Ciak e compagni sembrava un capolavoro.
Leggo qui e non è così....
vediamo un pò...
non me lo vado a vedere.
scritto da Cicciput alle ore 16:32:05


il tuo punto di vista non e' sbagliato brando, pero' questa non vorrebbe essere una semplice commedia romantica, ma un film d'autore.. credo
scritto da ava alle ore 16:27:31


Boh, a me è piaciuto. Secondo me sei partita da un'approccio troppo realista al film. In fondo la stereotipizzazione dello sfondo in cui si muovono i protagonisti è un classico della commedia romantica da "vacanze romane" in poi...
scritto da brando alle ore 15:23:55


appunto spider: se ti piace il giappone secondo me lo trovi offensivo nella sua riduttiva banalita'.


allure letto e apprezzato tutto il blog, sei il mio vnuovo consiglio per i link
scritto da ava alle ore 14:50:45


...Miiii è così mediocre?...:-X
e si' che il Giappone antico e moderno ha dato vita a grandi film...

scritto da spiderfrommars alle ore 14:43:33


Finalmente qualcun altro "fuori dal coro". Sono d'accordo con te e, se ti interessa leggere la mia recensione vai pure nel mio blog.
Saluti
scritto da allure alle ore 14:33:30


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